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Coadiuvante nell'iperacidita' gastrica e nelle dispepsie da iperacidita' anche in presenza di meteorismo. Trattamento sintomatico dei bruciori e dolori gastrici e nelle esofagiti. Coadiuvante nella terapia dell'ulcera gastroduodenale.
Ipersensibilita' ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Controindicato in pazienti affetti da porfiria. Forme gravi idi nsufficienza renale (clearance della creatinina
Sospensione orale: ingerire 2-4 cucchiaini o 1-2 bustine di sospensione orale 4 volte al giorno, 20-60 minuti dopo i pasti e prima di coricarsi. Puo' essere diluito in acqua o latte. Agitare bene prima dell'uso. Compresse masticabili: 2-4 compresse 4 volte al di' ben masticate o succhiate, 20-60 minuti dopo i pasti e prima di coricarsi. La loro assunzione puo' essere seguita da ingestione di acqua o latte. Non superare le dosi indicate se non su prescrizione medica. Non e' raccomandata la somministrazione del medicinale in eta' pediatrica. Non superare la dose massima indicata.
Il medicinale puo' avere un effetto astringente e causare costipazione. Ad alte dosi puo' causare ostruzione intestinale. In caso di diete povere di fosforo, tenere presente che l'alluminio idrossido puo' causare carenza di fosforo. Nei pazienti con insufficienza renale i livelli plasmatici di alluminio e magnesio tendono ad aumentare. In questi pazienti, lunghe esposizioni ad alte dosi di sali di alluminio e magnesio possono condurre a encefalopatie, demenza, anemia microcitica o al peggioramento di osteomalacia da dialisi. In questi pazienti deve essere evitato l'uso prolungato del medicinale. L'alluminio idrossido potrebbe non essere sicuro in pazienti affetti da porfiria sottoposti ad emodialisi. In presenza di forme gravi di insufficienza renale si consiglia di assumere il prodotto sotto il controllo del medico. In questi pazienti deve essere evitato l'uso prolungato del medicinale. Il prodotto, per la sua composizione, non ha tendenza a modificare il comportamento dell'alvo. Tuttavia, in alcuni soggetti particolarmente sensibili e per dosaggi elevati, e' possibile il verificarsi di un'accelerazione del transito intestinale. Per la presenza di sorbitolo sia nella sospensione orale che nelle compresse, i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere il prodotto. Le compresse contengono saccarosio: di cio' si tenga conto in pazienti diabetici o in pazienti che seguano regimi dietetici ipocalorici. Ogni compressa contiene 500 mg di glucosio. Se prese in accordo con la dose massima consigliata (16 compresse al giorno), l'assunzione giornaliera di glucosio corrisponde a 8 g. Per la presenza di saccarosio e glucosio nelle compresse, i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento di glucosio-galattosio o deficit di saccarasi-isomaltasi non devono assumere le compresse.
Poiche' i sali di Al e Mg riducono l'assorbimento gastroenterico delle tetracicline, si raccomanda di evitare l'assunzione durante la terapia tetraciclinica per via orale. L'uso di antiacidi contenenti alluminio puo' ridurre l'assorbimento di H2-antagonisti, atenololo, clorochina, tetracicline, diflunisal, digoxina, bisfosfonati, etambutolo, fluorochinoloni, fluoruro di sodio, glucocorticoidi, indometacina, isoniazide, kayexalate, ketoconazolo, lincosamidi, metoprololo, neurolettici fenotiazinici, penicillamine, propranololo, sali di ferro. Lasciar trascorrere almeno due ore (4 per i fluorochinoloni), prima di assumere il medicinale per evitare l'interazione con gli altri farmaci. L'uso contemporaneo di chinidina puo' determinare l'aumento dei livelli di chinidina nel siero e portare a sovradosaggio di chinidina. L'utilizzo contemporaneo di alluminio idrossido e citrati puo' portare and un aumento dei livelli di alluminio, particolarmente nei pazienti con insufficienza renale.
Effetti indesiderati non sono comuni alle dosi raccomandate. Occasionalmente, in seguito ad uso eccessivo, possono presentarsi diarrea o costipazione.
ll medicinale deve essere usato solo in caso di necessita', sotto il diretto controllo del medico, dopo aver valutato il beneficio atteso per la madre in rapporto al possibile rischio per il feto o per il lattante. Il magnesio e' considerato compatibile con l'allattamento.